Berlusconi e Netanyahu lanciano la coesione occidentale sull’Iran

Silvio Berlusconi incontra a Palazzo Chigi il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dice che i rapporti diplomatici con Teheran saranno portati avanti sempre “in condivisione con l’Amministrazione americana e con Israele”, ottiene un prestigioso (e raro) invito a parlare alla Knesset e si smarca dalla consueta posizione europea sui fatti del medio oriente.
6 AGO 20
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Silvio Berlusconi incontra a Palazzo Chigi il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dice che i rapporti diplomatici con Teheran saranno portati avanti sempre “in condivisione con l’Amministrazione americana e con Israele”, ottiene un prestigioso (e raro) invito a parlare alla Knesset e si smarca dalla consueta posizione europea sui fatti del medio oriente. Ieri mattina il Jerusalem Post scriveva che non era un caso che la prima tappa europea del premier fosse l’Italia. “E’ un solido alleato di Israele”, o per dirla con le parole che ama ripetere Franco Frattini, ministro degli Esteri, “noi siamo i migliori amici di Israele in Europa”.
La sintonia è stata confermata e le nubi che si erano addensate sul G8 di Trieste e sull’invito – declinato – dell’Iran a un tavolo internazionale si sono dissipate. L’avvio di un dialogo “settoriale” – soprattutto per l’apertura di una via di approvvigionamento verso l’Afghanistan – con Teheran è un’idea sponsorizzata da Hillary Clinton e la diplomazia italiana ha coordinato i suoi sforzi con Washington. Ora che la situazione in Iran è diventata caotica e iniziano gli strappi diplomatici – Teheran ha richiamato l’ambasciatore a Londra e Londra ha espulso due funzionari iraniani – il coordinamento internazionale diventa indispensabile. Berlusconi l’ha capito e, nonostante l’Italia sia il secondo paese dell’Europa in termini di rapporti commerciali con l’Iran, ha tracciato una linea d’alleanza definita e, per ora, unica nel contesto europeo. Il regime di Teheran – “che opprime il suo popolo”, come ha detto Netanyahu – “non deve arrivare all’arma nucleare”, un Piano Marshall per la Palestina è indispensabile e lo stato palestinese deve essere “smilitarizzato”, ha confermato Berlusconi. Con l’istituzione di tavoli bilaterali si consoliderà l’alleanza con “un campione di pace, sicurezza e libertà” come il Cav., ha detto il premier israeliano. Con un occhio sempre aperto su quel che dice e fa il presidente Obama.